Cav. alle strette

Per la prima volta dopo innumerevoli mesi Silvio Berlusconi è alle strette e non vuole nemmeno fingersi tranquillo. E’ furibondo, animoso, perfino stazzonato nel volto mentre grida allo scandalo per le motivazioni della sentenza di condanna all’avvocato Mills che lo indicano come un corruttore. E’ un Cav. minaccioso, quando assicura in conferenza stampa che riferirà la propria versione alle Camere.
20 MAG 09
Ultimo aggiornamento: 14:28 | 13 AGO 20
Immagine di Cav. alle strette
Nel Cav. sta emergendo in questi giorni come un malanno dell’animo che non si conosceva finora, un senso di esasperazione interiore non spiegabile soltanto con la sua nuova cattiva tempesta giudiziaria. E’ immaginabile quanto sia arduo oggettivare la durezza dei recenti fatti privati – le sofferenze famigliari, il possibile divorzio – e tenerla distante dal viluppo delle insinuazioni giornalistiche sentimentali combinate al cozzar d’armi quotidiano nella piazza politica. Quando il danno percepito attraversa e riattraversa il confine che separa il pubblico dal privato, perfino in una personalità nella quale tale confine è apparso sempre abbastanza labile, ce n’è abbastanza per immusonirsi e digrignare i denti. Sta accadendo questo, con qualche sintomo ulteriore che comunica una rabbia rassegnata ma non innocua.
Non è una reazione da Cav. Non dovrebbe. Ci sono vie diverse e migliori per uscire dalla stretta. E quanto più Berlusconi si sente in difficoltà, quanto più avverte il sentimento dell’ingiustizia o dell’ingerenza domestica, tanto più deve dimostrarsi libero da se stesso, deve pensare in modo ampio, essere fermo nel dire le cose che ha da dire ma disincarnato e freddo nelle movenze. La circostanza è eccezionale, sopraggiunge nel mezzo di una campagna elettorale che sembra ancora lontana dal cominciare, e proprio quando Berlusconi tocca con mano il dislivello tra il massimo della popolarità personale e l’inquietudine dei primi scricchiolii. E’ in momenti come questo che un leader e presidente del Consiglio senza antagonisti naturali né in casa né fuori, ma con parecchi nemici esterni e interiori da domare, è chiamato a scegliere se incendiare l’ostacolo o affrontarlo con la calma determinazione di chi attraversa un lago ghiacciato.